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INFERNO in dialetto lombardo

INFERNO in dialetto lombardo

Baroffio Emilio
60,00 €
Tasse incluse - Disponibile

Versione in vernacolo

del Basso Varesotto di fine ‘800

Descrizione

 

Non è facile per gli odierni collocarsi in un mondo dialettale; il dialetto è terra degli anziani, della

civiltà contadina, di alcuna tipologia cinematografica e teatrale; il dialetto ha una sua letteratura

 spesso arguta, talora salace ed umoristica.

Avere un amico che vuol mettere in dialetto la Divina Commedia è esperienza assolutamente non

comune anche se capita di imbattersi in cimenti analoghi esperiti anche da autori tutt’altro che minori.

Quando Emilio mi confidò di star mettendo in dialetto lombardo un canto della Divina Commedia

devo confessare di aver pensato che non avrebbe fatta molta strada; lui me lo leggeva, io abbozzavo.

Neppure, però, mi meravigliai più di tanto, conoscendo la sua poetica dialettale.

D’altro canto di Emilio non sbalordisce più niente: naturalista, animalista, filantropo e antropologo

quanto filosofo naturalmente tale, dà agli altri molto più di quanto non riserba a sé stesso.

La sua passione micologica si è sviluppata fino ad un approfondimento tale da porlo fra gli esperti

assoluti della materia. Altrettanto può dirsi per l’ornitologia: ne sa più lui di molti cosiddetti specialisti

e lui ama gli uccelli feriti o caduti dal nido che molti gli portano e lui cura fino a guarirli, crescerli,

rilasciarli al loro mondo.

Ci si può domandare cosa tutto ciò abbia a che fare con la Divina Commedia in dialetto lombardo.

Probabilmente poco o nulla ma, secondo me, rientra nella personalità eclettica che ben emerge

dai suoi dipinti esprimenti serenità e turbamento insieme.

In questa opera immane vi è tanto lavoro, puntigliosità e capacità di conciliare senso poetico e

chiarezza di contenuti, musicalità e le necessarie ricerche lessicali per non allontanarsi dalle caratteristiche

che fanno del dialetto una vera e propria lingua. In questo lavoro, che giunge oggi alle stampe, Emilio

cerca e ritrova la “sua” poesia e il senso delle proprie radici che abbiamo apprezzato nelle sue raccolte

di poesia dialettale.

Ovviamente io non sono attrezzato culturalmente per azzardare giudizi sul risultato, ma auspico che

coloro che si dedicheranno a questa lettura non vi cerchino la stranezza di un autore non comune,

ma cerchino e trovino il filo di una vera lingua, ancora viva, usata per tradurre un’opera eterna e

universale come la Divina Commedia di Dante.

A Emilio l’augurio di una buona diffusione del suo lavoro, specie fra i giovani che possano trovare

nel dialetto impegnato le nostre radici e non semplicemente un modo un po’ snob di comunicare.

                                                                                            

                                                                                                                                      dr. Ferdinando Lucioni  

 

Dettagli del prodotto

Pagine
480
Rilegatura
Filo refe
Collana
I manuali dell'ape
Formato
21x30

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